Innanzitutto prima di parlare di integratori bisognerebbe chiedersi: “ne ho effettivamente necessità?” 

Quando si parla di proteine -come di altre cose- bisogna porre alla base della piramide l’apporto totale come fattore fondamentale per il raggiungimento di un obiettivo di composizione corporea.
Nella maggior parte dei casi il cibo è più che sufficiente a raggiungere quest’obiettivo senza necessità alcuna di ricorrere ad integratori.

Tuttavia le polveri proteiche rimangono una fonte comoda, pratica e economica di sopperire ad una eventuale carenza, soprattutto in situazioni di aumentato fabbisogno o di fronte a esigenze individuali.

 In questo articolo non voglio promuovere un prodotto piuttosto che un altro. Mi preme fornire degli strumenti utili a scegliere in maniera consapevole secondo quelli che sono i propri obiettivi.

 

FASCIA DI PREZZO 

Tralasciando tutte le questioni relative a marketing, packaging e qualsivoglia manovra commerciale il prezzo del prodotto dipende dal metodo di lavorazione, dalla qualità della materia prima e dalla percentuale proteica.
Non dimentichiamo che quest’ultima è soggetta ad ampia variabilità e non rappresenta mai ciò che mostrano le etichette. - Sì, non tutte le aziende sono così oneste -

Proteine del siero del latte concentrate.

  • Ottenute attraverso micro o ultrafiltrazione sono il prodotto di gamma base.
  • La percentuale proteica attorno al 70-80%.
  • Mantengono ancora buona parte delle frazioni bioattive
  • Sono presenti pochi lipidi e glucidi.
  • Contengono lattosio in ragione del 2-5%.
  • Il prezzo è piuttosto contenuto.

Proteine del siero del latte isolate

  • Ottenute attraverso filtrazione a flusso incrociato o scambio ionico sono un prodotto di fascia superiore.
  • Percentuale proteica attorno al 80-90%.
  • Mantengono buona parte delle frazioni bioattive.
  • Lipidi e glucidi quasi nulli.
  • Lattosio quasi assente (0,1-0,3%).
  • Il prezzo ovviamente sale.

Proteine del siero del latte isolate >90%

  • Ottenute tramite processi di filtrazione avanzati.
  • Percentuale proteica superiore al 90%.
  • Mantengono parte delle frazioni bioattive.
  • Lipidi, glucidi e lattosio nulli.
  • Prezzo alto.

Proteine del siero del latte idrolizzate

  • Proteine isolate e sottoposte a digestione enzimatica.
    Sostanzialmente viene emulato il lavoro dello stomaco e dell’intestino per ottenere un prodotto che salta in parte la fase di digestione.
  • Percentuale proteica attorno all’80%.
  • Perdono le funzionalità bioattive delle proteine.
  • Sono presenti pochi lipidi e glucidi.
  • Contengono o meno lattosio a seconda della materia di partenza.
  • Il prezzo è decisamente superiore alle altre.  

Quali sono le discriminanti che potrebbero farci optare per un prodotto piuttosto che un altro?

LATTOSIO

Il discorso è piuttosto banale: se si è intolleranti al lattosio bisogna scegliere un prodotto che lo contenga in quantità minime o null’affatto.

  • Generalmente una proteina isolata è ben tollerata a fronte di 1-2 g di lattosio su 100 g di prodotto -ciò che le etichette dichiarano-
  • Le proteine isolate oltre al 90% vengono definite come totalmente delattosate.
  • Altri tipi di prodotti invece contengono l’enzima lattasi, responsabile della scissione del lattosio in galattosio e glucosio.
  • In alternativa le proteine di origine vegetale, carnea o dell’uovo sono naturalmente prive di lattosio.

PUREZZA
In questo caso mi riferisco a % proteica e contenuto in glucidi e lipidi. Mi atterrò a ciò che le etichette dichiarano anche se spesso non rappresentano nemmeno lontanamente la realtà.

Questo parametro dipende dal grado di filtrazione ed è uno dei fattori principali che influiscono sul prezzo del prodotto: più proteine, più denari.

Ma vale veramente la pena spendere anche il doppio per avere 5-10% di proteine in più su 100g di prodotto?
Parliamo di 1 - 3g di proteine in più sul classico misurino da 30g a fronte del doppio o anche più del prezzo a porzione. 0,2 - 1g di differenza sulla porzione di 30g per quanto riguarda grassi e zuccheri.

Il gioco vale la candela?

VELOCITÀ DI ASSIMILAZIONE
Influiscono su questo parametro il grado di purezza del prodotto e l’eventuale pre-digestione.  
Ovviamente le proteine idrolizzate sono in cima alla classifica in quanto costituite da polipeptidi, catene proteiche precedentemente spezzettate. Successivamente vi sono le isolate; in ultimo le concentrate.

Di che ordini di grandezza parliamo?

La velocità di assimilazione di un alimento è un parametro influenzato da diversi fattori relativi all’alimento stesso e all’individuo: motilità gastrica e intestinale, velocità di digestione e assorbimento della mucosa; pasti precedenti, osmolarità della bevanda, mineralizzazione e temperatura del liquido… tanto per citarne alcuni.

Volendo generalizzare alcuni studi hanno indagato il picco di aminoacidi nel flusso ematico post assorbimento stimando circa:

  • 20’ per le idrolizzate
  • 30’-40’ per le isolate
  • 40’-1h per le concentrate

Giungendo al dunque:

  • vi è tutta questa necessità di fornire aminoacidi nel più breve tempo possibile? Direi di no considerando che i fattori importanti sono ben altri;
  • vi sono evidenze che assumere delle proteine pre allenamento sia tanto efficace se non superiore ad assumerle successivamente.

PREZZO e QUALITÀ
Vale il detto “come spendi mangi”?

Il siero del latte è lo scarto dell’industria lattiero-casearia e viene venduto all’ingrosso a prezzi davvero irrisori.
Per documentarsi un po’ basta spulciare http://www.clal.it/

Non sarà che il rincaro è davvero troppo importante?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANALISI INDIPENDENTI -o presunte tali-

Di recente ho notato questa scritta su un noto sito di integratori.

 

FEDERICO CAFARO
Author: FEDERICO CAFARO
"Sperimento giorno per giorno quanto un corpo atletico e in salute sia indissolubilmente legato al Cervello, alla performance mentale: il miglioramento dell’uno deve necessariamente accompagnare quello dell’altro"